Il borgo di Termoli, piccolo scrigno ricco di storia millenaria affacciato sul mar Adriatico, è senz’altro uno dei borghi d’Italia che vale la pena visitare.

Comunemente definito “borgo vecchio”, sorge su un antico promontorio ricco di secoli di storia cultura e tradizioni. Incerte sono le sue origini etimologiche ed altrettanto incerto definire l’attuale Termoli con l’antica “Buca”, porto dei Frentani che Strabone nei suoi scritti, colloca a circa 40 km dal lago di Lesina (Fg). L’individuazione di un preciso periodo storico cui far risalire il periodo urbano del territorio di Termoli non è cosa semplice. 

La città oggi si presenta suddivisa in due zone ben distinte per caratteri architettonici: il borgo vecchio che si protende sul mare come una prua di una nave e la città nuova che, invece, si eleva dal livello del mare poco meno di 30 metri.

Qualunque siano le origini di Termoli, quello che è oggi definito borgo antico, è frutto di successive ricostruzioni. Per secoli, fino al 1847, gli abitanti di Termoli hanno vissuto all’interno del borgo, anno in cui Re Ferdinando II di Borbone autorizzò la costruzione fuori le mura, delineando la città nuova.

L’urbanistica del borgo conserva caratteristiche tipiche medievali, quali la cinta fortificata, l’impianto a spina di pesce, i vicoli stretti, tortuosi, a volte ciechi o con pittoresche scalinate che si adattano all’andamento irregolare del territorio. Delle torrette dislocate lungo le mura, oggi restano solo  la “Torretta Belvedere” e i ruderi della “Torretta Tornola”. 

Affacciandosi dalla cinta muraria è possibile osservare il trabucco, tipica costruzione in legno sul mare utilizzata per pescare; secondo alcuni storici il suo utilizzo risalirebbe al tempo dei Fenici e sicuramente rappresenta il più antico strumento di lavoro utilizzato dai pescatori termolesi.

Oggi, purtroppo, di questi antichi monumenti del mare ne sono rimasti solo due: uno lato nord di Termoli, il famoso “Trabucco Celestino” (visibile nella foto) ed un altro lato sud appartenente alla famiglia Marinucci.

All’interno del borgo federiciano ci sono due monumenti importanti della cittadina termolese. Il Castello Svevo, simbolo della città, icona senza tempo e idea stessa della città, fu probabilmente voluto da Federico II di Svevia come torre di vedetta sull’Adriatico e denota un periodo di splendore tra il XII e il XIII secolo.

A pochi metri dal monumento federiciano non può mancare un passaggio nella famosa “a’ rejecella” (vicolo stretto in dialetto termolese) che, con il suo punto più stretto di circa 34 cm, si aggiudica il premio come vicolo più stretto d’Italia. 

Altro monumento storico per eccellenza da visitare è la Cattedrale di Termoli, fulcro del borgo e luogo dove confluiscono strade e vie.

Questa, situata nel cuore del borgo antico, è dedicata a Santa Maria della Purificazione, dichiarata monumento nazionale nel 1885 ed elevata a basilica minore nel 1947 dalla Santa Sede. Al suo interno sono custodite le spoglie dei due compatroni termolesi: San Basso e San Timoteo, Discepolo di San Paolo.

Da non dimenticare, inoltre, che Termoli è anche detta la “Greenwich italiana”; nella zona sud di Termoli, Rio Vivo, vi è un monumento a tutti visitabile e intitolato “Il Sogno” dove, proprio in quel punto, il meridiano denominato Termoli-Etna, determina il fuso orario dell’Europa centrale e occidentale.

Una foto ricordo qui è d’obbligo! Tra i meravigliosi vicoli del borgo marinaro, fate poi un salto nelle botteghe artigiane, ricche di colori e storia.. Visitando il borgo antico si ha subito la sensazione di vivere la tipica realtà marinara di un tempo, tra i sapori, l’arte ed i mestieri di un tempo.

Venite a visitarlo…non ve ne pentirete!
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